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testimonianza dal libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio

di bluguevara57 (24/08/2008 - 21:49)

"Sono Vanessa Sciancalepore, cugina di Michele Tasca. Il 3 marzo 2008 è avvenuta la tragedia alla Truck Center di Molfetta, specializzata in lavaggio di cisterne. Le cause del dramma che ha portato lo strazio nella mia famiglia ancora non sono certe. So solo che il primo operaio è sceso nella cisterna di proprietà delle Ferrovie dello Stato per effettuare la pulizia e nessuno l’ha visto risalire. La cisterna doveva essere bonificata perché avrebbe dovuto contenere zolfo. Successivamente sono andati giù contemporaneamente mio cugino e un suo collega. Sembrerebbe che mentre scendevano le scale sono svenuti perché la sostanza letale all’interno della cisterna era presente in quantitativi elevati. Potrebbe essere stato l’idrogeno solforato la causa del decesso. Di certo c’è che è volato via e Michele è morto da eroe, perché voleva salvare un altro operaio.
Tutti sono morti per cercare di salvarsi fra di loro; una catena di solidarietà che ha spezzato la vita a Michele e ad altri quattro uomini: Vincenzo Altomare, 60 anni, titolare della ditta Truck Center, Guglielmo Mangano, 44 anni, Biagio Sciancalepore, 24 anni e Luigi Farina, 37. Operai specializzati.
Quel martedì mia sorella tornò a casa verso le 18.00 e mi disse: “Vane, Michele ha avuto un incidente, è grave”. Quando sentii quelle parole sbiancai. Tremavo, non volevo crederci. La mia risposta fu: “Oh, mio Dio!” Sono scappata diretta verso l’ospedale. Volevo trovare mio cugino. Mentre lo cercavo, mi ripetevo che si sarebbe ripreso. Arrivata davanti alla sua stanza non mi hanno fatto entrare, sono riuscita solo a vedere mia madre e mia zia che piangevano.
Allora ho capito che la situazione era veramente critica. Quel giorno mia madre e mia zia erano insieme, stavano facendo le pulizie. Un amico di famiglia le ha avvisate dicendo che alla Truck Center era accaduta una tragedia, c’erano dei morti, ma le rassicurò dicendo che Michele non era fra quelli. Allora, loro hanno immediatamente chiamato il cellulare di mio cugino. Rispose un medico dicendo che il ragazzo era molto grave. Sono corse all’ospedale e sono riuscite a vederlo solo mentre veniva spostato da un ospedale all’altro. Michele verrà ricordato come l’ultimo operaio che si è spento. All’inizio i medici non ci avevano dato speranza, quando si accorsero che respirava ancora fu portato all’ospedale di Molfetta e poi trasferito al reparto di rianimazione di Monopoli. La mattina del 4 marzo, alle 5.30 il cuore di mio cugino ha smesso di battere, per le gravi lesioniai polmoni. Io l’ho saputo un’ora dopo.
Avevo pregato tutta la notte. Avevo tenuto tutta la notte la corona del rosario in mano, con la speranza che lui si svegliasse. Anche se in una stanzetta remota del mio cuore, dove non volevo entrare, sapevo che non sarebbe stato possibile. È stata la notte più lunga e dolorosa che abbia mai trascorso. Sarà difficile dimenticare.
È impossibile riuscire a trovare le parole per descrivere il dolore immenso che si prova. L’ultima volta che l’ho visto, era disteso sul lettino. I suoi occhi azzurri erano chiusi, sembrava addormentato, la testa era bendata. Solo un piccolo ciuffo di capelli si vedeva. Non potevo toccarlo, avevo voglia di abbracciarlo, di dirgli che gli volevo bene, pensavo che si sarebbe svegliato. Ma non è successo. Dopo qualche mese dalla sua scomparsa, non vederlo più mi fa terribilmente male, è una sofferenza enorme. La mancanza diventa un tormento. Guardare le sue foto non basta. A volte pensi di aver sentito la sua voce, di averlo visto per strada, ma non è così. La notte mi addormento con la speranza di svegliarmi e accorgermi di aver solo fatto un brutto incubo, oppure mi addormento sperando di sognarlo. Michele era un ragazzo speciale. Non lo dico solo perché era mio cugino, lo dico perché è veramente così. Aveva due grandi occhi azzurri espressivi. Era divertente, solare, educato, sincero, dolce, generoso, sensibile, riservato ed anche un grande lavoratore. Ha incominciato a lavorare da piccolissimo, prima come barista, poi come lavaggista di cisterne. Anche quando frequentava la scuola lavorava, il periodo estivo come stagionale negli hotel, alberghi: era un cuoco. Si divideva nei suoi lavori estivi e invernali per pagarsi la macchina. Amava la musica house, le automobili, la sua squadra del cuore era il Milan e naturalmente il Bari. Non aveva vizi, l’unico se così si può definire, era il fumo. Ma sono certa: aveva voglia di vivere.
Non lo ricordo mai triste, il suo sorriso lo caratterizzava, anche durante qualche rara discussione. Non alimentava mai liti, cercava di non far pesare mai niente. Aveva sempre la battuta pronta, era impossibile annoiarsi e non volergli bene. Con Michele avevo un legame fortissimo, andavamo molto d’accordo e spesso uscivamo insieme. Era premuroso, non mi lasciava mai sola. Ogni volta che tornava dai lavori stagionali aveva sempre un regalino per me. Io e Michele eravamo coetanei, eravamo inseparabili, alla nostra età a tutto pensi tranne che puoi morire. Quando la tua vita viene colpita da una tragedia, inevitabilmente si cambia. Mi sento intimorita. Mia zia è tornata a sorridere, ma solo in apparenza. C’è il proprio lavoro che distrae. Ma ogni tanto lo sguardo si fissa, i pensieri tornano lì. Mi interrogo su come possa essere accaduto.
Me la prendo con lo Stato italiano che non è severo abbastanza e così tutti fanno quello che vogliono perché non vengono puniti. Vorrei che lo Stato si desse da fare prima che accadono queste tragedie, non intervenire dopo quando ormai è troppo tardi. Ma ho constatato che non interviene neanche dopo. Ci hanno dato le stelle al merito, ci hanno promesso un’occupazione, ma dopo tre mesi ci hanno dimenticato. Fino a tre anni fa vivevo in Germania. Lì le cose sono diverse, non ho mai visto un operaio senza elmetto o altre misure di protezione. Le pene ed i controlli vengono effettuati con criteri diversi da quelli italiani.
Perché lavorando si deve morire? L’unica risposta che ho trovato per giustificare tanto dolore è che Dio e il papà di Michele, volato via 20 anni fa, l’hanno voluto al loro fianco. Forse mio cugino era troppo buono per poter vivere in un mondo di crudeltà, falsità e ingiustizie. Il tormento però continua: perché proprio lui? Ogni cosa che mi circonda mi fa pensare a lui, a volte di notte penso che la stella più luminosa sia proprio lui. È li che mi protegge."
Samanta Di Persio dal libro "Morti Bianche".
riportate

LETTERA AGLI AMICI di padre Alex Zanotelli - Napoli, 12 luglio 2008

di bluguevara57 (21/07/2008 - 22:40)


                                                          “ E’ AL COLMO LA FECCIA”
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”
Quando ,dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro
come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto avivere con sobrietà.
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della
morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi ,in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie……
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto .
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economicifinanziari.
Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i
rifiuti,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti.(E’ sempre più chiaro, per me,l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire ( la Campania è già un disastro
ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord- Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le
ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!”
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70
%), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo
ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. ”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania
non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani”.
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente.
Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa ( non ci è stato permesso parteciparvi!)
Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra!(Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e
Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo
libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di
La Repubblica). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli(e sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare ..
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici, con le reti come Lilliput e con tanti gruppi, continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .”Qual è dunque il compito del predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità... Il nostro compito oggi è la temerarietà..Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una santa collera”.
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa.. “I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce -diceva sempre
Kaj Munk- mai il camaleonte”.
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava,
Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.
Resistiamo!
Alex Zanotelli

PROBLEMA RIFIUTI E NON SOLO... CHI CONTINUA A SBAGLIARE NON PAGA MAI.

di bluguevara57 (26/05/2008 - 12:47)

IL PROBLEMA DEI RIFIUTI IN CAMPANIA ALTRO NON E' CHE UNO DEI TANTI PROBLEMI IRRISOLTI,E' LA MICCIA CHE FARA' ESPLODERE LA RABBIA DEI CITTADINI NAPOLETANI PER TUTTA UNA SERIE DI QUESTIONI VECCHIE E NUOVE CHE I NOSTRI AMMINISTRATORI NON HANNO SAPUTO AFFRONTARE ED A CUI NON SANNO DARE UNA RISPOSTA, VEDI LEGALITA', SICUREZZA, CAOS, DEGRADO SOCIALE E CULTURALE DEL TERRITORIO.
IN CONDIZIONI DI ESTREMO DISAGIO LA PROTESTA DELLA GENTE COMUNE E DELLA SOCIETA' CIVILE SI FA SEMPRE PIU' FORTE PERCHE' E' STANCA DI ESSERE MORTIFICATA DA UNA CLASSE POLITICA CHE AMMINISTRA IL POTERE  CON MODI IRRESPONSABILI PREOCCUPANDOSI DI OCCUPARE POLTRONE E DISTRIBUIRE INCARICHI E CONSULENZE MILIONARIE AD INTELLETTUALI DI TURNO E AD AMICI COMPIACENTI, METTENDO IN QUESTO MODO, IN GINOCCHIO UNA REGIONE AFFOSSANDOLA SOTTO CUMULI DI MONNEZZA.
BASSOLINO E IERVOLINO RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO AMBIENTALE E DI IMMAGINE DOVREBBERO AVERE LA COMPIACENZA DI LASCIARE GLI INCARICHI ISTITUZIONALI DANDO LE PROPRIE DIMISSIONI, DIMISSIONI TRA L'ALTRO CHIESTE PROPRIO DA QUEL POPOLO CHE PER QUINDICI ANNI HA POSTO FIDUCIA NEL LORO OPERATO.
QUANDO IL POPOLO NAPOLETANO POTRA' RIMBOCCARSI LE MANICHE E RECUPERARE IL TEMPO PERDUTO? QUANDO POTREMO RICOMINCIARE A RESPIRARE UN'ARIA PIU' PULITA E SALUTARE?

MORTI BIANCHE SEI VITTIME IN UN GIORNO

di bluguevara57 (23/04/2008 - 13:33)

TRAGICA GIORNATA QUELLA DI IERI DOVE HANNO PERSO LA VITA SEI OPERAI IN SEI DISTINTI INCIDENTI SUL LAVORO CHE SI AGGIUNGONO ALLA LUNGA LISTA DELLE MORTI BIANCHE. TRA QUESTI ANCHE UN CROATO ED UN GIOVANE ALBANESE AL SUO PRIMO GIORNO DI LAVORO.
NON C'E' ALCUN COMMENTO DA FARE SE NON QUELLO DI DARE VALORE ALLE FRASI DELLA VIGNETTA SOPRAESPOSTA

DORMONO IN CHIESA PERCHE' SFRATTATI

di bluguevara57 (06/04/2008 - 21:20)

 



barricati in chiesa 140 sfrattati napoletani. Avevano occupato abusivamente le case di Melito. Intervengono sindaco e prefetto
Dall'inizio di aprile, infatti, non vengono celebrate le messe perché in chiesa si mangia, si dorme e dunque non è «decoroso e dignitoso celebrare l'Eucaristia». «L'occupazione della chiesa - aggiunge don Tonino Palmese, referente dell’associazione antimafia Libera e da sempre impegnato sui temi della legalità - ci interroga però su un duplice aspetto: la chiesa è occupata perché non c'è un altro luogo civile che prende in considerazione il grido dei poveri». La chiesa, dice ancora Palmese, «è l'unica a raccogliere il grido di disperazione e ad indirizzarlo verso una possibilità di giustizia».

QUALI RISPOSTE  DA' LA POLITICA A FAMIGLIE CON FIGLI CHE NON HANNO LA POSSIBILTA' DI CONDURRE DECOROSAMENTE LA PROPRIA ESISTENZA  PERCHE' PRATICAMENTE  SUL LASTRICO O  CON REDDITI TALMENTE ESIGUI CHE  NON POSSONO PAGARSI NEANCHE DA MANGIARE.QUALI I TEMI SU CUI DISCUTERE NELLE CAMPAGNE ELETTORALI SE NON QUESTI?
SMETTIAMOLA DI FARE I PAGLIACCI PROMETTENDO QUELLO CHE NON SI PUO' DARE SOLO PERCHE' C'E' NECESSITA' DI OCCUPARE POLTRONE PER DECRETARE LEGGI AD PERSONAM..DIAMO RISPOSTE CONCRETE ALLE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI FAMIGLIE COME QUESTE CHE HANNO OCCUPATO, LORO MALGRADO,LA CHIESA DEL CARMINE DI NAPOLI, LA POLITICA O IL POLITICO SERIO S'IMPEGNA PER GLI INTERESSI PRIMARI DEI CITTADINI INNANZITUTTO.
CREDO PROPRIO  SIANO PAROLE BUTTATE AL VENTO...

 

PECHINO 2008 DIRITTI UMANI

di bluguevara57 (28/03/2008 - 23:08)


L'8 agosto 2008 inizieranno a Pechino i Giochi Olimpici. Nel 2001, il Comitato Olimpico Internazionale difese la propria scelta affermando che la Cina, posta al centro dell'attenzione della comunità internazionale, sarebbe stata costretta a introdurre riforme democratiche volte a migliorare il rispetto dei diritti umani.

I fatti hanno dimostrato il contrario. Dal 2001 ad oggi i diritti umani e qualsiasi forma di pacifico dissenso sono sistematicamente calpestati, non solo nel Tibet occupato ma anche all'interno della stessa Cina che, rifiutando di aprirsi a qualsiasi riforma, si limita ad interventi puramente "di facciata" per far sembrare il motto olimpico di Pechino 2008 "Un Mondo, un Sogno" il più possibile aderente alla realtà.

 

August 8 th 2008 they will begin in Peking the Olympic Games. In 2001, the Committee Olympic International defenses his/her own choice affirming that China, sets to the center of the attention of the international community, you/he/she would have been forced to introduce reforms democratic times to improve the respect of the human rights.
The facts have shown the contrary one. From 2001 to today the human rights and any form of pacific dissent they are systematically stamped on, not only in occupied Tibet but also in same China that, refusing to open to any reform, limits him to interventions purely "of façade" to make to seem the Olympic witticism in Peking 2008 "A World, a Dream" the more possible adherent to the reality.

PELOSI DAL DALAI LAMA, IL TIBET E' UNA SFIDA ALLA COSCIENZA DEL MONDO - Video esteri LA7.it

di bluguevara57 (25/03/2008 - 19:37)

 

BAMBINE VENDUTE IN PIENO CENTRO A MILANO

di bluguevara57 (18/03/2008 - 19:59)

 


HO RICEVUTO QUESTO ARTICOLO E LO PUBBLICO VOLENTIERI NEL MIO BLOG PER POTERLO DIFFONDERE E FAR CONOSCERE COME IN UN PAESE COME IL NOSTRO COSIDDETTO CIVILE, ESISTONO ABERRAZIONI DI QUESTO GENERE. HO INSERITO UN BRANO DI CLAUDIO LOLLI "HO VISTO ANCHE ZINGARI FELICI", CHE NEL FRATTEMPO LEGGETE VI CONSIGLIO DI ASCOLTARE.

Si parla di “Un patto di legalità”… giusto ?

Bene, adesso leggetevi pure questa

 Le sfilate di moda hanno traslocato. Non si fanno più tra via della Spiga e via Montenapoleone, ma in via Triboniano. In un campo nomadi, vicino al Cimitero Maggiore, messo a nuovo grazie al “Patto di Legalità” del Comune di Milano. Le modelle arrivano dalla Romania, belle e giovani, sui quindici anni. Le ragazze non vengono truccate, ma stuprate, picchiate, tenute senza cibo. Poi escono in passerella, forse un po’ anoressiche, per un clan di delinquenti stranieri che le ammira nude. Completamente nude. Più sono belle, più il valore sale.

 Si pagano fino a cinquemila euro per una fanciulla da far prostituire sui viali. Le donne, un tempo, sfilavano nude di fronte ai nazisti che le selezionavano per le camere a gas.

Milano vuole l’EXPO 2012 e non sa proteggere delle bambine, perché sono poco più che bambine, nel suo territorio.
A Milano è ritornato lo schiavismo, la capitale CO2 ha superato in peggio l’antica Roma. Le ragazzine sono merce sui marciapiedi per i pedofili locali. La richiesta è alta, le si può ammirare anche in pieno giorno. Carne fresca d’importazione.

Il campo modello non può però essere perquisito e, tanto meno, tenuto sotto controllo. Lo riporta il Corriere della Sera: “poche settimane fa il pm Ester Nocera avrebbe voluto ordinare una perquisizione a riscontro di una prostituta stanca di umiliazioni e botte, ma un alto ufficiale dell’Arma ha allargato le braccia.
E il perché è spiegato facilmente. O al campo di via Triboniano ci si va in massa, o la perquisizione non serve a nulla, perché un sistema di sentinelle avverte dell’arrivo dei militari e avvisa chi può fare sparire persone o cose in tempo reale.”
Polizia di Stato, Carabinieri, Magistrati, Polizia locale, Guardie di Finanza, Vigili, Esercito: quanti sono tutti insieme? Centinaia di migliaia, ma insufficienti per il campo di via Triboniano.
Il pensiero di un cittadino si perde. Come è possibile che delle ragazze siano trattate come delle bestie non lontano da Piazza del Duomo, che tutti lo sappiano e non succeda nulla. Un maledetto nulla. Forse l’Italia non c’è più, forse siamo in estinzione.
 
Il Sindaco di Milano è una donna, Letizia Moratti, leggiamo…
Milanese di nascita, laureata all’Università Statale, Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti ha saputo coniugare responsabilità di carattere istituzionale a ruoli-guida di importanti gruppi industriali italiani e stranieri.

 

È tra i più noti imprenditori europei, avendo sviluppato numerose attività internazionali nel campo finanziario, assicurativo, del “risk management”, dei servizi di comunicazione e nel settore dei nuovi media. Presidente della Rai dal 1994 al 1996, ha realizzato un ampio piano di riorganizzazione interna e di rafforzamento produttivo, che ha portato a eliminare le precedenti perdite e a conseguire significativi utili di bilancio. Ministro dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica, nel 2003 ha riunito a Milano 25 ministri dell’Educazione e del Lavoro dell’Unione europea per discutere di capitale umano e di formazione professionale.

Partecipa a numerose attività umanitarie e di assistenza sociale nei confronti di chi vive situazioni di disagio e di emarginazione.

Ambasciatrice dell’Onu per la sezione Droga e Crimine, si è impegnata in iniziative capaci di restituire a molti giovani dignità, forza e voglia di vivere.

È sposata con Gianmarco Moratti e ha due figli, Gilda e Gabriele.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
E meno male che il Sindaco di Milano, partecipa a numerose attività di assistenza, che abbia smesso ?
 
 
 
 
 
 
Ambasciatrice dell’ ONU, per la sezione Droga e Crimine ? Siamo sicuri ?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Cari Amici scriviamo tutti assieme alla Moratti e per conoscenza all’ONU Italia, poniamole una domanda semplice semplice:
 
 
“Caro Sindaco di Milano Onorevolissima LETIZIA MORATTI e se a sfilare su quelle passerelle ci fosse tua figlia Gilda, denudata violenatata e venduta ?
 
 
 
 
Te la daresti una mossa ?”
 
 
 
 
 
 
 
Per chi non utilizza outlook questi gli indirizzia cui mandare la mail: gc.forzaitalia@comune.milano.it; manfredi.palmeri@comune.milano.it; rapp.ita.onu.rm@esteri.it; info@troviamoibambini.it
 
 
Diffondete a tappeto ! 

LA SPOSA BAMBINA

di bluguevara57 (16/02/2008 - 10:56)

MI E' SEMBRATO DOVEROSO INSERIRE NEL MIO BLOG UN ARTICOLO CON RELATIVA FOTO TRATTO DAL SITO "TROVIAMO I BAMBINI",DI CUI SONO UN ASSIDUO LETTORE, CHE CON DOVIZIA ECCEZIONALE SI OCCUPA DELLA SCOMPARSA DEI BAMBINI E DELLA PEDOFILIA COMBATTENDOLA ED OSTACOLANDOLA CON FERVORE E CORAGGIO.
PERIODICAMENTE  MI INVIANO EMAIL COME QUESTA CHE STO PER PRESENTARVI. I MEMBRI DI QUESTA ASSOCIAZIONE SONO BEN LIETI CHE VENGANO DIFFUSI E PUBBLICIZZATI QUESTI ARTICOLI PER RICORDARE A TUTTI CHE LA PEDOFILIA E' IN CRESCENTE AUMENTO E CHE L'ATTENZIONE RIVOLTA A QUESTO PROBLEMA DEVE ESSERE SEMPRE PRESENTE NON ABBASSANDO MAI LA GUARDIA .

La sposa bambina.jpg

BERLINO - Intimorita e diffidente volge lo sguardo verso di lui; imperturbabile è invece l’occhiata dell’uomo verso la fotocamera: la foto 2007 dell’Unicef mostra un fidanzamento in Afghanistan. Lo sposo ha 40 anni, la moglie appena 11. Il concorso fotografico internazionale porta l’attenzione sui problemi comuni in questa parte del mondo - e vuole scioccare.

MILIONI DI SPOSE BAMBINE - Quella della bambina afgana Ghulam che posa accanto al marito Faiz Mohammed col turbante e la barba folta è l’immagine premiata dall’Unicef come la foto dell’anno 2007. Il premio va alla fotografa americana Stephanie Sinclair. «Milioni di ragazzine vengono date in spose quando sono ancora bambine, a loro viene negata per sempre la possibilità di una vita autonoma», ha detto la madrina dell’organizzazione Onu per l’infanzia, Eva Luise Koehler, durante la cerimonia di assegnazione del premio oggi a Berlino. Questo triste momento di vita dell’infelice coppia afgana fa parte di una serie di foto di matrimoni con i bambini scattate nel corso degli ultimi due anni in Afghanistan, Nepal e in Etiopia. Durante la sua permanenza in Afghanistan la 34enne fotografa freelance si è accorta che un gran numero di bambine si erano unite in matrimonio con uomini notevolmente più anziani.


“Intimorita e diffidente volge lo sguardo verso di lui…”
e come volevate che lo guardasse ?!
Milioni di spose bambine…
In Afghanistan è la normalità, “usi e costumi”…

Noi la chiamiamo pedofilia…

                        E tu ?




U2 WALK ON L'INNO DEI MONACI IN RIVOLTA

di bluguevara57 (31/10/2007 - 17:51)

 



IN BIRMANIA BONO & CO. SONO VIETATI DA QUANDO NEL 2000 DEDICARONO A AUNG SAN SUU KYI LA LORO WALK ON.CHE OGGI E' DIVENTATA L'INNO DEI MONACI IN RIVOLTA. LA LADY COME LA CHIAMANO IN BIRMANIA AGLI ARRESTI DOMICILIARI DAL 1989, E' LA SPINA NEL FIANCO DEL REGIME BIRMANO BATTENDOSI CON CORAGGIO PER IL SUO POPOLO.
QUASI NESSUNO CONOSCE GLI U2 PERCHE' IL GOVERNO HA PROIBITO LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI LORO DISCHI DOPO L'USCITA DELLA CANZONE DEDICATA A SUU E INDOSSARE UNA MAGLIETTA O UNA SPILLA DELLA BAND PUO' PORTARE GUAI SERI

bambini scomparsi

di bluguevara57 (27/09/2007 - 17:19)

 

DIAMO UNA MANO A QUESTO SITO A DIFFONDERE LE IMMAGINI DI QUESTI BAMBINI SCOMPARSI AFFINCHE' FACCIANO RITORNO NELLE LORO FAMIGLIE

atrocità nel darfur

di bluguevara57 (03/09/2007 - 22:43)

Non si può che rimanere indignati per quel che succede in una regione dell'Africa il DARFUR, dove da qualche anno si continuano a perpetrare massacri tra etnie diverse, senza distinzione si  ammazzano vecchi e bambini e quelli che non subiscono l'atroce morte a colpi di machete vengono deportati ed affamati.
Purtroppo rimane l'amarezza di chi non riesce a fare altro che mettere in circolo  questi video per cercare di sensibilizzare gli amici di questo blog che come me non potranno fare altro che commentare le atroci sofferenze di questo dignitoso popolo.
EGREGI POTENTI GOVERNATORI DELLA TERRA DATEVI UNA SCOSSA, ABBANDONATE PER UN MOMENTO LA RINCORSA AGLI ARMAMENTI E DATE UN VALIDO AIUTO ALLE POPOLAZIONI DEL DARFUR MORENTE GRAZIE ANCHE ALLA VOSTRA ARROGANZA

Pegah, rischia lapidazione perchè lesbica

di bluguevara57 (26/08/2007 - 23:11)


Il Regno Unito, tradizionalmente considerato un paese tollerante per la sua secolare tradizione liberale, questa volta si smentisce. Il governo britannico ha infatti deciso la deportazione di Pegah Emambakhsh, la lesbica fuggita due anni fa dall’Iran. La richiesta di asilo è stata rifiutata in quanto non c'è modo di dimostrare il suo orientamento sessuale. Pesanti le conseguenze di questo rifiuto. Tornata in Iran la donna rischia infatti ben cento frustrate previste dal codice penale iraniano. Una punizione pesante sebbene inferiore alla condanna a morte prevista per il reato di sodomia. Questo non toglie però l'estrema gravità di una sanzione crudele e ingiusta.
Pegah sarà deportata martedì 28 agosto con il volo diretto della British Airways dall’aeroporto londinese di Heathrow. Al suo arrivo ad attenderla non troverà né i suoi due figli, avuti da un matrimonio combinato, né la sua compagna arrestata da tempo (il cui destino è avvolto nel mistero) ma alcune poliziotte. La donna finirà così in carcere. Poi prenderà avvia il processo, che già si preannuncia sommario, dato che la magistratura è nelle mani dei conservatori.

Parte intanto la campagna per salvare Pegah da questo destino crudele. L'associazione italiana EveryOne con la cooperazione dell'Irqo (Iranian queer organization), organizzazione omosessuale iraniana attiva all'estero, si sta impegnando per far ottenere alla donna l'asilo da parte del Regno Unito. L'arcigay auspica che il premier, Romano Prodi, chieda al suo omologo inglese, Gordon Brown, il rispetto da parte del Regno Unito della Convenzione dell’Onu per i rifugiati che obbliga i Paesi firmatari ad offrire protezione a tutti coloro che temono di essere perseguitati per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare “gruppo sociale” od opinione politica.

NON SI DISTRUGGONO I LORO SOGNI

di bluguevara57 (25/08/2007 - 22:26)

 

L'ITALIA RIPUDIA LE MAFIE

di bluguevara57 (20/08/2007 - 22:24)

 

PUBBLICO VOLENTIERI UNA LETTERA DI UN RAGAZZO DI CATANZARO INVIATA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PRODI RAGAZZI DI CALABRIA SONO CON VOI E NON SOLO PERCHE' CI ASSOCIANO GLI STESSI PROBLEMI ESSENDO IO UN NAPOLETANO ED AVENDO LA CAMORRA IN CASA

"Egregio sig. Presidente del Consiglio, ho ascoltato il Suo appello lanciato attraverso i tg nazionali e rivolto ai giovani calabresi, all’indomani della strage di Duisburg, con cui li esortava a reagire alla N’drangheta. Mi sono sentito chiamato in causa, in quanto giovane e calabrese (ho 34 anni, vivo e lavoro a Catanzaro) perché i fatti di Duisburg mi hanno colpito profondamente e poi perché vorrei lanciare io due appelli: uno ai miei conterranei e un altro a Lei in qualità di capo dell’Esecutivo. Ai calabresi vorrei dire che noi giovani siamo stufi di subire questo stato di cose e che poiché siamo assolutamente consapevoli che spetta a ciascuno di noi iniziare a dire no, iniziare a difendere questo territorio perché ci appartiene, è arrivato il momento di cambiare registro. Dobbiamo iniziare innanzitutto a percepirci come esseri umani, come cittadini e non come sudditi privi di diritti. Abbiamo il diritto di vivere in una regione civile. E’ emblematico come, ad esempio, quando si parla di turismo nella nostra regione, ci si lamenti sempre della carenze, come l’inquinamento e la disorganizzazione ma anche dei danni all’immagine causati da questi efferati omicidi, solo in funzione dei potenziali turisti come se i residenti non meritassero la stessa considerazione. Non ci lamentiamo perché non ci piace vivere in queste condizioni ma perché nell’eventualità in cui arrivassero dei turisti rischieremmo di fare una brutta figura. E noi che ci viviamo? Non abbiamo diritto di vivere in un territorio civile? Non siamo persone? Come possiamo pensare di avere rispetto per i turisti se non abbiamo rispetto per noi stessi? Una padrona di casa che ama l’ordine e la pulizia non teme di ricevere visite in casa da un momento all’altro. Il secondo appello Presidente lo lancio a Lei, rassicurandola circa la reazione dei giovani calabresi nei confronti della N’drangheta (che c’è ed è in atto da tempo), perché questa reazione non risulti vana. I giovani calabresi reagiscono quotidianamente alla N’drangheta nel loro piccolo. Come possono. I giovani calabresi reagiscono alla N’drangheta quando invece di elemosinare un posto di lavoro in cambio del voto emigrano altrove (scelta criticabile ma non condannabile); quando decidono di restare come ha fatto il sottoscritto e creano, insieme con altri giovani, attraverso Internet nuove reti di intelligenza sociale (beppegrillo.meetup.com/191) attraverso le quali diffondere una nuova mentalità nella nostra regione; quando scrivono, come abbiamo fatto di recente, una lettera di solidarietà a Pino Masciari, un coraggioso e onesto imprenditore calabrese dimenticato da tutti (Stato compreso) che si è rifiutato di pagare il pizzo e ha denunciato chi glielo chiedeva ed oggi vive blindato lontano dalla sua amata regione, per farlo sentire un pò meno prigioniero; quando scrivono una mail di solidarietà al sindaco di Falerna, in provincia di Catanzaro, perché per aver fatto abbattere delle case abusive sulla spiaggia del suo comune ha dovuto subire l’isolamento; quando segnalano ai sindaci, come quello di Stalettì sempre in provincia di Catanzaro, pericoli imminenti, in seguito agli incendi che hanno flagellato la nostra bella regione, e restano inascoltati; quando disertano i dibattiti, i convegni, le piazze dove a parlare sono sempre gli stessi politicanti; quando si rifiutano di votare personaggi che da oltre trent’anni siedono sugli scranni del Consiglio Regionale, che hanno contribuito in maniera determinante all’elezione Sua e del Suo Governo e che ambiscono a rappresentare “il nuovo” nel costituendo Partito Democratico; quando creano comitati perché si rifiutano di subire il neo-colonialismo in atto nella nostra regione dove basta aprire un’azienda e tenerla in vita per cinque anni per ottenere i finanziamenti e subito dopo chiudere e licenziare tutti gli assunti o dove, in cambio di una manciata di posti di lavoro, si autorizzano impianti industriali che danneggiano la salute dei residenti; quando non chiedono di usufruire di finanziamenti pubblici e vengono derisi, come è successo al sottoscritto, perché convinti che in un libero mercato compito dell’imprenditore sia quello di assumersi il rischio di investire i propri soldi e non quelli della collettività; quando ideano caparbiamente laboratori teatrali con i giovani delle scuole, come fa con grande difficoltà un mio carissimo amico a Lamezia Terme e in altri piccoli comuni limitrofi, avvicinandoli all’arte e allontanandoli dalle cattive compagnie; quando raccolgono le firme (come faremo l’8 settembre prossimo) per impedire che i condannati in via definitiva siedano in Parlamento; quando attraverso un video-denuncia (pubblicato su You Tube all’indirizzo: http://it.youtube.com/watch?v=hvGaltFZzb4) mettono il dito nella piaga dei mali della propria terra denunciando contemporaneamente lo sperpero di denaro pubblico che la Regione ha avallato finanziando una campagna pubblicitaria che si smentisce quotidianamente da sola. Solo per citarLe alcuni esempi di reazione. Ma ancora prima di reagire alla N’drangheta i giovani calabresi reagiscono all’ipocrisia che circonda le istituzioni quando si parla di questo annoso tema. Ci sono, infatti, altri giovani in Calabria come il Pubblico Ministero Luigi De Magistris, in forza a Catanzaro e il suo collega Eugenio Facciolla, in forza a Paola, che stanno reagendo da tempo alla N’drangheta indagando sulle commistioni tra mafia e politica. Forse loro hanno reagito troppo. Il dott. De Magistris, infatti, ha dovuto denunciare nei giorni scorsi al CSM alcuni tentativi, da parte dei “poteri forti”, volti a sottrargli le indagini mirando