Il calendario 2009 dei santi laici
Ricerca personalizzata

Ciao sono bluguevara57
Vedi il mio profilo


Febbraio 2009

DLMMGVS
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

Contestazione Sgarbi Agrigento-Video di Giuseppe Gatì

di bluguevara57 (01/02/2009 - 23:43)

 

Un ragazzo è morto fulminato mentre lavorava. Si chiamava Giuseppe Gatì. Ieri è stato inserito un commento nel blog di Beppe Grillo dedicato a Giuseppe che riporto. "Stamattina Giuseppe Gatì è morto. Incredibile, vero? Noi l’abbiamo visto con i nostri occhi e ancora non ci crediamo. Giuseppe è morto mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca. E’ morto un amico, una persona pulita, con sani principi. Chi ha avuto modo di conoscerlo sa che raro fiore fosse. Voleva difendere la sua terra, non voleva abbandonarla, era rimasto a Campobello di Licata, un paesino nella provincia di Agrigento che offre poco e dal quale è facile scappare. Lavorava nel caseificio di suo padre, con le sue “signorine”, le sue capre girgentane, che portava al pascolo. Era un ragazzo ONESTO, con saldi principi volti alla legalità e alla giustizia. Aveva fatto di tutto per coinvolgere i dormienti giovani Campobellesi, affinchè si ribellassero contro questa società sporca e meschina. Era troppo pulito per vivere in mezzo a questo fetore e a questo schifo. Aveva urlato “VIVA CASELLI! VIVA IL POOL ANTIMAFIA!” era stato anche criticato per questo, ma aveva smosso queste acque putride e stagnanti che ci stanno soffocando. Era un ragazzo dolcissimo, dava amore, desiderava amore. Suo padre oggi ha detto, distrutto dal dolore, in lacrime: “Sono sempre stato orgoglioso di mio figlio, anche se a volte ho dovuto rimproverarlo, solo perchè mi preoccupavo per lui. Ma sono orgoglioso di lui per tutto quello che ha fatto.” Giuseppe questo lo sapeva. Anche noi, Alessia, Alice e tutti i suoi amici siamo orgogliosi di lui. Non sappiamo come esprimere il nostro dolore. Ancora non riusciamo a crederci. Vi lasciamo con le sue parole: 'E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci'."

di bluguevara57 (06/01/2009 - 13:25)

Cronache da Gaza

Cari Amici,vi esorto a leggere questo report da Gaza, inviato dal volontario Vittorio Arrigoni, forse l'unico testimone italiano presente.Una idea di quanto stia succedendo in quella regione.


Vittorio Arrigoni
Diario da Gaza,
un giorno in ambulanza

«Alla gente innocente di Gaza: la nostra guerra non è contro di voi ma contro Hamas, se non la smettono di lanciare razzi voi vi troverete in pericolo». E' la trascrizione di una registrazione che è possibile ascoltare rispondendo al telefono queste ore a Gaza. L'esercito israeliano la sta diffondendo illudendosi che i palestinesi non abbiano occhi e orecchi. Occhi per vedere che le bombe colpiscono quasi esclusivamente obiettivi civili, come moschee (15, l'ultima quella di Omar Bin Abd Al Azeez di Beit Hanoun) scuole, università, mercati, ospedali. Orecchie per non udire le urla di dolore e terrore dei bambini, vittime innocenti e eppure predestinate di ogni bombardamento. Secondo fonti ospedaliere, nel momento in cui sto scrivendo sono 120 i minori rimasti uccisi sotto le bombe, su un totale di 548 morti, più di 2700 feriti, decine e decine di dispersi.
Due giorni fa all'ospedale della mezzaluna rossa nel campo profughi di Jabalia, la notte non è mai calata. Dal cielo gli elicotteri Apache hanno lanciato ordigni illuminanti in continuazione, tanto da non farci accorgere di una qualche differenza tra giorno e notte. Il cannoneggiare ripetuto di un tank posto a meno di un chilometro dall'ospedale ha crepato seriamente le mura dell'edificio, ma abbiamo resistito fino alla mattina. Verso le 10 circa, bombe sul campo incolto adiacente all'edificio, fuoco di mitragliatrice tutt'attorno: per i medici della mezzaluna rossa quello era un messaggio dell'esercito rivolto a noi -evacuazione immediata, pena la vita. Abbiamo trasferito i feriti in altre strutture ospedaliere e ora la base operativa delle ambulanze è sulla strada di Al Nady, il personale medico sta seduto sui marciapiedi in attesa delle chiamate, che si susseguono febbrilmente.
Per la prima volta dall'inizio dell’attacco israeliano ho visto negli ospedali dei cadaveri di membri della resistenza palestinese. Un numero piccolo, di fronte alle centinaia di vittime civili, che dopo l'invasione di terra si sono moltiplicate esponenzialmente. Dopo l'attacco alla moschea di Jabalia (coinciso con l'entrata dei tank) che ha causato 11 morti e una cinquantina di feriti, per tutta la notte di sabato scortando le ambulanze ci siamo resi conto della tremenda potenza distruttiva dei proiettili sparati dagli israeliani. A Bet Hanoun una famiglia che si stava scaldando nella propria casa dinnanzi ad un fornellino a legna è stata colpita da uno di questi micidiali colpi di cannone. Abbiamo raccolto 15 feriti, 4 casi disperati. Poi verso le 3 del mattino abbiamo risposto ad una chiamata d'emergenza: troppo tardi, davanti alla porta di un'abitazione tre donne in lacrime ci hanno messo in braccio una bambina di quattro anni avvolta da un lenzuolo bianco, il suo sudario, era già gelida. Ancora una famiglia colpita in pieno, questa volta dall'aviazione, a Jabalia, due adulti con in corpo schegge di esplosivo. I due figli hanno riportato ferite lievi, ma da come strillavano era evidente il trauma psicologico che stavano vivendo, qualcosa che li segnerà indelebilmente per tutta la vita più di uno sfregio su una guancia. Anche se nessuno si ricorda di citarli, sono migliaia i bambini afflitti da gravi turbe mentali procurate dal terrore dei continui bombardamenti, o peggio dalla vista dei genitori e dei fratellini dilaniati dalle esplosioni.
I crimini di cui si sta macchiando Israele in queste ore vanno oltre i confini dell'immaginabile. I soldati non ci permettono di andare a soccorrere i superstiti di questa immensa catastrofe innaturale. Quando i feriti si trovano in prossimità dei mezzi blindati israeliani che li hanno attaccati, a noi sulle ambulanze della mezzaluna rossa non è concesso avvicinarci, i soldati ci bersagliano di colpi. Avremmo bisogno della scorta di almeno un'ambulanza della croce rossa, in coordinamento con i comandi militari israeliani, per poter correre a cercare di salvare vite: provate a immaginare quanto tempo porterebbe via una procedura del genere, una condanna a morte certa per dei feriti in attesa di trasfusioni o di trattamenti di emergenza. Tanto più che la croce rossa ha i suoi di feriti a cui pensare, non potrebbe in nessun modo rendersi disponibile ad ogni nostra chiamata. Ci tocca allora stazionare in una zona «protetta», eufemismo qui a Gaza, e attendere che i parenti ci portino i congiunti moribondi, spesso in spalla.
Così è andata verso le 5.30 di stamane, abbiamo arrestato col motore acceso l'ambulanza al centro di un incrocio e indicato tramite telefono la nostra posizione ad uno dei parenti dei feriti. Dopo una decina di minuti di snervante attesa, quando aveva già deciso di ingranare la marcia ed evacuare l'area per andare a rispondere ad un'altra chiamata, abbiamo visto girare l'angolo e dirigersi verso di noi, lentamente, un carretto carico di persone sospinto da un mulo. Una coppia con i suoi due figlioletti. La migliore rappresentazione possibile di questa non-guerra.
Questa non è una guerra perché non ci sono due eserciti che si danno battaglia su un fronte; è un assedio unilaterale condotto da forze armate (aviazione, marina, ed esercito) fra le più potenti del mondo, sicuramente le più avanzate in fatto di equipaggiamento militare tecnologico, che hanno attaccato una misera striscia di terra di 360 kmq, dove la popolazione si muove ancora sui muli e dove c'è una resistenza male armata la cui unica forza è quella di essere pronta al martirio.
Quando il carretto si è fatto abbastanza vicino gli siamo andati incontro, e con orrore abbiamo scoperto il suo macabro carico. Un bimbo stava sdraiato con il cranio fracassato, gli occhi letteralmente saltati fuori dalle orbite, lo abbiamo raccolto che ancora respirava. Il suo fratellino invece presentava il torace sventrato, gli si potevano distintamente contare le costole bianche oltre i brandelli di carne lacera. La madre teneva poggiate le mani sul quel petto scoperchiato, come se cercasse di aggiustare qualcosa.
Un ulteriore crimine, e nostro ennesimo personale lutto.
L'esercito israeliano continua a prendere di mira le ambulanze. Dopo il dottore e
l'infermiere morti a Jabalia 4 giorni fa, ieri è toccato ad un nostro
amico, Arafa Abed Al Dayem, 35 anni, che lascia 4 figli. Verso le otto e
mezza di ieri mattina abbiamo ricevuto una chiamata da Gaza city, due
civili falciati dalla mitragliatrice di un tank; una delle nostre
ambulanze della mezzaluna rossa è accorsa sul posto. Arafa e un
infermiere hanno caricato i due ferti sull'ambulanza, hanno chiuso gli
sportelli pronti a correre verso l'ospedale, quando sono stati centrati
in pieno da un proiettile sparato da un carro armato. Il colpo ha
decapitato uno dei feriti e ha ucciso anche il nostro amico;
l’infermiere se l'è cavata ma è ora ricoverato nello stesso ospedale
dove lavora. Arafa, maestro elementare, si offriva come volontario
paramedico quando c'era carenza di personale. Siamo sotto una pioggia di
bombe, nessuno se l'era sentita di chiamarlo in una situazione di così
alto rischio.
Arafa si era presentato da solo, e lavorava conscio dei pericoli,
convinto che oltre la sua famiglia c'erano anche altri essere umani da
difendere, da soccorrere. Ci mancano le sue burle, il suo irresistibile
e contagioso sense of huomor che rallegrava l'intero ospedale Al Auda di
Jabalia anche nelle sue ore più cupe e drammatiche, quando sono più i
morti e i feriti che confluiscono, e ci sente quasi colpevoli, inutili
per non aver potuto fare qualcosa per salvarli, schiacciati come siamo
da una forza micidiale inesorabile, la macchina di morte dell'esercito
israeliano. Qualcuno deve arrestare questa carneficina, ho visto cose in
questi giorni, udito fragori, annusato miasmi pestiferi, che se avessi
mai un giorno una mia progenia, non avrò mai il coraggio di tramandare.

C'è qualcuno là fuori? la desolazione del sentirsi isolati
nell'abbandono è pari alla veduta di un quartiere di Gaza dopo
un'abbondante campagna di raid aerei. Sabato sera mi hanno passato al
telefono la piazza di Milano in protesta, ho passato a mia volta il
cellulare agli eroici dottori e infermieri con cui stiamo lavorando, li
ho visto rincuorarsi per un breve attimo. Le manifestazioni in tutto il
mondo dimostrano che esiste ancora qualcuno in cui credere, ma le
manifestazioni non sono ancora abbastanza partecipate per esercitare
quella pressione necessarie affinché i governi occidentali costringano
Israele in un angolo, ad assumersi le sue responsabilità come criminale
di guerra e contro l'umanità. Moltissime le donne gravide terrorizzate
che in queste ore stanno dando alla luce figli frutti di parti
prematuri. Ne ho accompagnate personalmente tre a partorire. Una di
queste, Samira, al settimo mese, ha dato alla luce uno splendido
minuscolo bimbo di nome Ahmed. Correndo con lei a bordo verso l'ospedale
di Auda e lasciandoci dietro negli specchietti retrovisori lo scenario
di morte e distruzione dove poco prima stavamo raccogliendo cadaveri, ho
pensato per un attimo che questa vita in procinto di fiorire potesse
essere il beneaugurio per un futuro di pace e speranza. L'illusione si è
dissolta col primo razzo che è crollato a fianco della nostra ambulanza
tornando da Auda al centro di Jabalia. Queste madri coraggio mettono
tristemente al mondo creature le quali assorbono come prima luce nei
loro occhi, nient'altro oltre il verde militare dei tanks e delle jeeps
e i lampi intermittenti che precedono le esplosioni. Quali prospettive
di vita attendono bimbi che fin dal primo istante della loro nascita
avvertono sofferenza e urla di disgrazia?
restiamo umani.
Vittorio Arrigoni

testimonianza dal libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio

di bluguevara57 (24/08/2008 - 21:49)

"Sono Vanessa Sciancalepore, cugina di Michele Tasca. Il 3 marzo 2008 è avvenuta la tragedia alla Truck Center di Molfetta, specializzata in lavaggio di cisterne. Le cause del dramma che ha portato lo strazio nella mia famiglia ancora non sono certe. So solo che il primo operaio è sceso nella cisterna di proprietà delle Ferrovie dello Stato per effettuare la pulizia e nessuno l’ha visto risalire. La cisterna doveva essere bonificata perché avrebbe dovuto contenere zolfo. Successivamente sono andati giù contemporaneamente mio cugino e un suo collega. Sembrerebbe che mentre scendevano le scale sono svenuti perché la sostanza letale all’interno della cisterna era presente in quantitativi elevati. Potrebbe essere stato l’idrogeno solforato la causa del decesso. Di certo c’è che è volato via e Michele è morto da eroe, perché voleva salvare un altro operaio.
Tutti sono morti per cercare di salvarsi fra di loro; una catena di solidarietà che ha spezzato la vita a Michele e ad altri quattro uomini: Vincenzo Altomare, 60 anni, titolare della ditta Truck Center, Guglielmo Mangano, 44 anni, Biagio Sciancalepore, 24 anni e Luigi Farina, 37. Operai specializzati.
Quel martedì mia sorella tornò a casa verso le 18.00 e mi disse: “Vane, Michele ha avuto un incidente, è grave”. Quando sentii quelle parole sbiancai. Tremavo, non volevo crederci. La mia risposta fu: “Oh, mio Dio!” Sono scappata diretta verso l’ospedale. Volevo trovare mio cugino. Mentre lo cercavo, mi ripetevo che si sarebbe ripreso. Arrivata davanti alla sua stanza non mi hanno fatto entrare, sono riuscita solo a vedere mia madre e mia zia che piangevano.
Allora ho capito che la situazione era veramente critica. Quel giorno mia madre e mia zia erano insieme, stavano facendo le pulizie. Un amico di famiglia le ha avvisate dicendo che alla Truck Center era accaduta una tragedia, c’erano dei morti, ma le rassicurò dicendo che Michele non era fra quelli. Allora, loro hanno immediatamente chiamato il cellulare di mio cugino. Rispose un medico dicendo che il ragazzo era molto grave. Sono corse all’ospedale e sono riuscite a vederlo solo mentre veniva spostato da un ospedale all’altro. Michele verrà ricordato come l’ultimo operaio che si è spento. All’inizio i medici non ci avevano dato speranza, quando si accorsero che respirava ancora fu portato all’ospedale di Molfetta e poi trasferito al reparto di rianimazione di Monopoli. La mattina del 4 marzo, alle 5.30 il cuore di mio cugino ha smesso di battere, per le gravi lesioniai polmoni. Io l’ho saputo un’ora dopo.
Avevo pregato tutta la notte. Avevo tenuto tutta la notte la corona del rosario in mano, con la speranza che lui si svegliasse. Anche se in una stanzetta remota del mio cuore, dove non volevo entrare, sapevo che non sarebbe stato possibile. È stata la notte più lunga e dolorosa che abbia mai trascorso. Sarà difficile dimenticare.
È impossibile riuscire a trovare le parole per descrivere il dolore immenso che si prova. L’ultima volta che l’ho visto, era disteso sul lettino. I suoi occhi azzurri erano chiusi, sembrava addormentato, la testa era bendata. Solo un piccolo ciuffo di capelli si vedeva. Non potevo toccarlo, avevo voglia di abbracciarlo, di dirgli che gli volevo bene, pensavo che si sarebbe svegliato. Ma non è successo. Dopo qualche mese dalla sua scomparsa, non vederlo più mi fa terribilmente male, è una sofferenza enorme. La mancanza diventa un tormento. Guardare le sue foto non basta. A volte pensi di aver sentito la sua voce, di averlo visto per strada, ma non è così. La notte mi addormento con la speranza di svegliarmi e accorgermi di aver solo fatto un brutto incubo, oppure mi addormento sperando di sognarlo. Michele era un ragazzo speciale. Non lo dico solo perché era mio cugino, lo dico perché è veramente così. Aveva due grandi occhi azzurri espressivi. Era divertente, solare, educato, sincero, dolce, generoso, sensibile, riservato ed anche un grande lavoratore. Ha incominciato a lavorare da piccolissimo, prima come barista, poi come lavaggista di cisterne. Anche quando frequentava la scuola lavorava, il periodo estivo come stagionale negli hotel, alberghi: era un cuoco. Si divideva nei suoi lavori estivi e invernali per pagarsi la macchina. Amava la musica house, le automobili, la sua squadra del cuore era il Milan e naturalmente il Bari. Non aveva vizi, l’unico se così si può definire, era il fumo. Ma sono certa: aveva voglia di vivere.
Non lo ricordo mai triste, il suo sorriso lo caratterizzava, anche durante qualche rara discussione. Non alimentava mai liti, cercava di non far pesare mai niente. Aveva sempre la battuta pronta, era impossibile annoiarsi e non volergli bene. Con Michele avevo un legame fortissimo, andavamo molto d’accordo e spesso uscivamo insieme. Era premuroso, non mi lasciava mai sola. Ogni volta che tornava dai lavori stagionali aveva sempre un regalino per me. Io e Michele eravamo coetanei, eravamo inseparabili, alla nostra età a tutto pensi tranne che puoi morire. Quando la tua vita viene colpita da una tragedia, inevitabilmente si cambia. Mi sento intimorita. Mia zia è tornata a sorridere, ma solo in apparenza. C’è il proprio lavoro che distrae. Ma ogni tanto lo sguardo si fissa, i pensieri tornano lì. Mi interrogo su come possa essere accaduto.
Me la prendo con lo Stato italiano che non è severo abbastanza e così tutti fanno quello che vogliono perché non vengono puniti. Vorrei che lo Stato si desse da fare prima che accadono queste tragedie, non intervenire dopo quando ormai è troppo tardi. Ma ho constatato che non interviene neanche dopo. Ci hanno dato le stelle al merito, ci hanno promesso un’occupazione, ma dopo tre mesi ci hanno dimenticato. Fino a tre anni fa vivevo in Germania. Lì le cose sono diverse, non ho mai visto un operaio senza elmetto o altre misure di protezione. Le pene ed i controlli vengono effettuati con criteri diversi da quelli italiani.
Perché lavorando si deve morire? L’unica risposta che ho trovato per giustificare tanto dolore è che Dio e il papà di Michele, volato via 20 anni fa, l’hanno voluto al loro fianco. Forse mio cugino era troppo buono per poter vivere in un mondo di crudeltà, falsità e ingiustizie. Il tormento però continua: perché proprio lui? Ogni cosa che mi circonda mi fa pensare a lui, a volte di notte penso che la stella più luminosa sia proprio lui. È li che mi protegge."
Samanta Di Persio dal libro "Morti Bianche".
riportate

Mani Pulite Bis E Berlusconi Alle Cayman

di bluguevara57 (31/07/2008 - 22:52)

Prima l’indulto e i criminali in libertà, adesso ancora i criminali liberi ma non più processabili. Quale sarà la prossima legge sulla giustizia? Centomila processi sono appena stati bloccati per fermarne uno: quello di Silvio Berlusconi.

Prima Mastella prova a imbavagliare i giornalisti e limitare le intercettazioni, ora Berlusconi ci riesce. Prima la sinistra non fa niente per il conflitto d’interessi e adesso abbiamo il Grande Conflitto. Prima la sinistra non fa nulla per mandare su satellite Rete Quattro e adesso la destra non fa nulla per mandare su satellite Rete Quattro. Prima Prodi, poi Veltrusconi, adesso Berlusconi. I nomi si alternano, i partiti cambiano (o meglio: cambiano nome), ma questo paese sembra non cambiare mai. Politici di ogni credo sembrano fare lo stesso gioco. Destra e sinistra non esistono più, esistono le mafie dai colletti bianchi, gli scandali del potere e le truffe legalizzate. E’ arrivata l’ora di Mani Pulite Bis. Craxi era scappato ad Hammamet, ora Berlusconi scapperà alle isole Fiji o alle Cayman. Ma sarà meglio che porti qualcuno con sé: ad esempio Dell’Utri, o Ciarrapico, anche Lupi e Schifani, senza dimenticare Bondi, e ovviamente tutti i parenti, amici e avvocati che siedono in parlamento. Magari è la volta buona!
Perché se andiamo avanti di questo passo a scappare saranno i magistrati. Se andiamo avanti così gli unici ad essere arrestati saranno loro, perché con l’ultima legge vergogna vengono sospesi i processi per:

Sequestro di persona
Estorsione
Rapina
Furto in appartamento
Furto con strappo
Associazione per delinquere
Stupro e violenza sessuale
Aborto clandestino
Bancarotta fraudolenta
Sfruttamento della prostituzione
Frodi fiscali
Usura
Violenza privata
Falsificazione di documenti pubblici
Detenzione di documenti falsi per l’espatrio
Corruzione
Abuso d’ufficio
Peculato
Rivelazioni di segreti d’ufficio
Intercettazioni illecite
Reati informatici
Ricettazione
Vendita di prodotti con marchi contraffatti
Detenzione di materiale pedo-pornografico
Porto e detenzione di armi anche clandestine
Immigrazione clandesti
Calunnia
Omicidio colposo per errori medici
Omicidio colposo per circolazione stradale vietata
Truffa alla Comunità Europea
Maltrattamenti in famiglia
Incendio boschivo
Molestie
Traffico di rifiuti
Adulterazione di alimenti
Circonvenzione di incapace
Corruzione giudiziaria (Processo Millis-Berlusconi; guarda un po’!)

Ma qualcosa non torna. Non vi sentite un po’ presi in giro se da una parte vi dicono di inasprire le pene per l’omicidio colposo e dall’altra ritardano gli stessi processi di un anno? Non vi sentite un po’ presi in giro se da una parte vi dicono di voler mettere in galera gli immigrati clandestini e dall’altra ritardano gli stessi processi di un anno?

E questo non è niente: secondo l’Associazione Nazionale della Magistratura i processi da questo momento funzioneranno al contrario. Si deve processare prima la cessione gratuita di una dose di droga da strada tra studenti e dopo uno stupro. Si deve processare prima il ragazzino che mette una targa falsa e dopo l’assessore che prende una tangente per favorire un appalto.

Ditemi adesso se questa non è follia pura.


Il segreto della longevità? Ce lo insegnano i tibetani.

di bluguevara57 (23/07/2008 - 20:53)

Individuato nei tibetani l’“enzima di lunga vita”, che agisce neutralizzando i radicali liberi prima che danneggino le cellule. È stato scoperto dai fisiologi del Cnr e dell’Università di Milano sostenuti dal Comitato Everest-K2-Cnr.

Un meccanismo capace di neutralizzare i radicali liberi prima che danneggino le cellule. È questo il segreto della longevità e della sorprendente forma fisica dei tibetani. “In collaborazione con studiosi inglesi, svizzeri e nepalesi è stata effettuata un’indagine sul proteoma del muscolo di tibetani di alta quota e su tibetani e altri individui asiatici di controllo, tutti nati a bassa quota” spiega Paolo Cerretelli, dell’Istituto di tecnologie biomediche (Itb) del Cnr di Milano e presidente onorario del Comitato Everest-K2-Cnr, nel corso del convegno tenutosi in dicembre a Roma dal titolo Il K2 cinquant’anni dopo. La ricerca scientifica negli ambienti estremi.


“I risultati ottenuti”, prosegue Cerretelli, “sono stati sorprendenti: nei muscoli dei tibetani di alta quota sono stati rilevati uno scarso accumulo di lipofuscina, una sostanza che è espressione del danno arrecato dai radicali liberi alle strutture cellulari dell’organismo, e un significativo aumento di proteine a elevata azione antiossidante”. Una scoperta che conferma le particolari caratteristiche fisiche dei tibetani che vivono e lavorano ad altitudini che arrivano fino a 4.800 m, senza andare incontro a nessuna delle patologie da alta quota che colpiscono le altre popolazioni andine e i nativi a livello del mare anche se residenti in alta montagna da tempo.

Gli esperimenti condotti negli anni nel laboratorio Piramide del Cnr in Nepal hanno infatti portato ad altre importanti osservazioni su questo popolo. “I nostri studi”, aggiunge Claudio Marconi dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Cnr di Milano e collaboratore del professor Cerretelli, “hanno evidenziato che l’elevata tolleranza dei tibetani all’esercizio in alta quota è multifattoriale poiché coinvolge una migliore funzionalità cardiaca, una minor viscosità del sangue e migliori scambi respiratori a livello polmonare e, probabilmente, anche una migliore utilizzazione di ossigeno a livello muscolare. Questo popolo, dunque, va incontro a modificazioni dell’organismo in grado di proteggerlo dalle conseguenze della ridotta pressione dell’ossigeno nell’aria (ipossia)”.

La scoperta dello sviluppo nei tibetani di un meccanismo capace di contrastare l’invecchiamento cellulare costituisce un nuovo stimolo alle ricerche, poiché fornisce un modello di studio in grado di chiarire, ad esempio, le cause del malfunzionamento muscolare nell’invecchiamento e nelle patologie (cardiopatie, insufficienza respiratoria) in cui questa anomalia limita la prestazione fisica. Si tratta, insomma, di un primo passo per possibili interventi farmacologici e di ingegneria molecolare finalizzati a migliorare la funzione muscolare

LETTERA AGLI AMICI di padre Alex Zanotelli - Napoli, 12 luglio 2008

di bluguevara57 (21/07/2008 - 22:40)


                                                          “ E’ AL COLMO LA FECCIA”
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12
“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”
Quando ,dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro
come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto avivere con sobrietà.
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della
morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi ,in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie……
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto .
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economicifinanziari.
Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i
rifiuti,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti.(E’ sempre più chiaro, per me,l’intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire ( la Campania è già un disastro
ecologico!) né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord- Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le
ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!”
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70
%), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo
ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. ”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania
non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani”.
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro l’aborto e l’eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente.
Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa ( non ci è stato permesso parteciparvi!)
Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra!(Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi!).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e
Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo
libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O’ Sistema ci invierà un migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l’operazione e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a questo popolo massacrato! “Padre Alex e i suoi fratelli “ era scritto in una fotografia apparsa su Tempi (inserto di
La Repubblica). Sì, sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli(e sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a novembre , con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare ..
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici, con le reti come Lilliput e con tanti gruppi, continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.Vi chiedo di condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell’Impero. Trovo conforto nelle parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .”Qual è dunque il compito del predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l’intera verità... Il nostro compito oggi è la temerarietà..Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che a noi manca è una santa collera”.
Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini, ma anche nella mia Chiesa.. “I simboli della Chiesa Cristiana sono sempre stati il leone, l’agnello, la colomba e il pesce -diceva sempre
Kaj Munk- mai il camaleonte”.
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di Chiaiano, contro l’occupazione militare della cava. Invece di aspettare il giudizio dei tecnici sull’idoneità della cava,
Bertolaso ha inviato l’esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata, abbandonata e tradita .
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.
Resistiamo!
Alex Zanotelli

Le impronte dei bimbi rom e il silenzio della Chiesa

di bluguevara57 (27/06/2008 - 22:55)


TRATTO DA UN ARTICOLO DEL GIORNALE LA REPUBBLICA

A Maroni vorremmo suggerire di prendere le impronte delle mani (e dei piedi) ai neonati cinesi di Milano, che sono già, notoriamente, tutti ladri di identità. Inoltre, per coerenza, potrebbe impartire l'ordine di misurare la lunghezza degli arti ai bimbi di Corleone che crescono (si fa per dire) con il 'criminal profiling' di Totò u curtu. Ed è inutile spiegare a un pietoso uomo d'ingegno come il nostro ministro degli Interni che i minori dell'agro nocerino sarnese e della piana del Sele andrebbero - per proteggerli, badate bene! - sottratti alla patria potestà e affidati alla Dia o, in subordine, allo scrittore Roberto Saviano. E contro il bullismo nelle scuole cosa ci sarebbe di meglio che prendere le impronte, al momento dell'iscrizione, anche ai genitori che sono sempre un po' complici?

Ecco, preferiamo mostrarvi il lato grottesco di questa proposta perché sappiamo bene che Roberto Maroni, credendo di essere astuto, lavora per provocare i nostri buoni sentimenti, e dunque non vogliamo cadere nella sua rozza trappola e farci rubare i pensieri. Insomma a noi viene facile assimilare il bambino ai deboli, agli sfruttati, a tutte le altre vittime dell'umanità adulta. Ma contro l'indignazione i leghisti sono bene attrezzati. Dunque rispondono rinfacciandoci la paura della gente, agitano il valore della sicurezza, e ci eccitano perché vorrebbero che in risposta al loro razzismo scomposto noi santificassimo i rom, negassimo qualsiasi rapporto tra campi nomadi e criminalità, tra immigrazione e delitti.
E invece non è in difesa dell'accattonaggio, né per esaltare la presunta bellezza esotica e imprendibile della zingara Esmeralda che protegge il povero gobbo di Notre Dame, non è insomma in nome della retorica rovesciata dei miserabili che noi diciamo a Maroni che prendere le impronte digitali a bimbi rom è un segno di inciviltà razzista, che neppure ci sorprende perché non è il primo, non è l'ultimo e purtroppo non sarà neppure il peggiore.
Il punto è che, insieme con l'ossessione di Berlusconi per la Giustizia, in questo governo c'è anche l'ossessione leghista per la sicurezza. Ma una cosa è il problema e un'altra cosa l'ossessione. Ebbene, incapace di risolvere il problema che lo ossessiona, Maroni vorrebbe che, per reazione, noi negassimo il problema. Invece noi gli ricordiamo che già il suo predecessore, il mite Giuliano Amato aveva segnalato che in tutte le comunità criminali sta crescendo, anche in Italia, l'uso orribile dei bambini. Ci sono, per esempio, le baby gang. E il libro Gomorra racconta di ragazzini utilizzati nelle vendette trasversali. E in Calabria sono in aumento gli omicidi compiuti da killer ragazzini pagati solo poche centinaia di euro. Ma che facciamo, ministro Maroni, schediamo tutti i bimbi calabresi?
Ecco perché non merita i nostri buoni sentimenti, il ministro Maroni. Perché non è vero che in Italia c'è un dibattito tra rigoristi cazzuti (loro) e lassisti rammolliti (noi). Maroni non c'entra nulla con il dibattito europeo, difficile e importante, tra il rigore e l'accoglienza.

Nei Paesi più civili d'Europa la sicurezza, la serietà e la responsabilità non sono valori di destra. I socialisti francesi e spagnoli, i socialdemocratici tedeschi, i laburisti inglesi e, aggiungiamo, anche i sindaci italiani di centrosinistra hanno maneggiato con durezza l'argomento dell'immigrazione irregolare e della criminalità. Ma senza sparate comiziali, senza colpi di teatro razzisti, senza i paradossi, gli ossimori e le miserie culturali dei leghisti che - come dimenticarlo? - sono quelli che chiamavano gli immigrati di colore bingo bongo, che parlavano di musi di porco e teste scornificate, che invitavano la Marina "a sparare sulle carrette dei clandestini", e denunziavano l'Europa "in mano ai massoni, agli ebrei, ai musulmani e alle mafie degli immigrati". Perché dunque dovremmo stupirci che, arrivati al governo, vogliano prendere le impronte ai bambini rom?

Da anni, ad ogni elezione nelle valli padane, i leghisti affiggono manifesti "giù le mani dai nostri bambini" appropriandosi appunto del vecchio pregiudizio razzista sul misterioso popolo dei ladri di neonati, agitando la leggenda della corte dei miracoli. Si sa che in tutta l'Europa centrale, che registrava il tasso più alto di popolazione zingaresca, per ben tre secoli decreti e leggi furono emanati per "liberare" i bambini degli zingari dai loro genitori naturali, sino alla soluzione finale nazista e dunque all'internamento di adulti e pargoli. Ne furono sterminati più di cinquecentomila. Ebbene, oggi nel rilancio dell'antico pregiudizio con in più la certezza che i bambini rom non siano bambini ma complici, solo criminali in miniatura e dunque più pericolosi e più sfuggenti, c'è la vecchia idea che tutti i bambini del mondo sono allevati per ereditare "la scienza" di papà. E dunque: la criminalità è un destino che il bambino rom ritrova in fondo a se stesso come una roccia.

E va bene che il bambin Gesù non era rom, ma la chiesa che in Italia fonda la sua forza molto più sull'immagine dolce del bambinello che su quella del crocifisso, potrebbe almeno dire che i bambini non si toccano. La Chiesa sì che può (deve) permettersi i buoni sentimenti. Non era Gesù che voleva che lasciassero i bambini venire a lui? La Chiesa, che punisce e scomunica in materia di sesso e di scienza, perché tollera e accetta le volgarità dei leghisti contro i marginali e contro la gente da marciapiedi, contro i disperati dei semafori e dei campi, contro i loro bambini? La Chiesa, che è l'ecclesia dei naufraghi, dei diseredati e dei dannati della Terra, perché non interviene? Forse perché i bimbi rom non fanno beneficenza come il terribile boss della Magliana Renato De Pedis che - lo ha raccontato mercoledì Filippo Ceccarelli - è stato sepolto nel più esclusivo cimitero del Vaticano, "sarcofago di marmo bianco, iscrizioni in oro e zaffiro, l'ovale della foto" e "un attestato di grande benefattore dei poveri..., che ha dato molti contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana". I bambini rom, non avendo avuto la fortuna di essere educati da quel sant'uomo di De Pedis, sono rimasti ladruncoli e tutti infedeli, mentre Maroni, come De Pedis, si dichiara fervente cattolico.

Quando Berlusconi nominò Maroni all'Interno pensammo subito che aveva affidato l'Ordine al Disordine. Il ministero dell'Interno serve a controllare, appunto dall'interno, la tenuta unitaria del Paese contro tutte le cellule disgregative, tanto sociali (delinquenti) quanto politiche (eversori). Ebbene, si sa che la Lega secessionista è una subcultura politica che da più di venti anni attenta, per come può, all'unità del Paese e alla sua legge. Berlusconi, che pensa di essersi liberato del lavoro più sporco affidandolo al suo ministro-mastino, ha in realtà ceduto il controllo dell'eversione all'eversore da controllare. E Maroni, che nella Lega è il più pericoloso perché forse è il meno brutto e il meno ridicolo (ha fatto pure le scuole), sta usando gli aspetti più odiosi del ministero dell'Interno - carcere, manette, impronte digitali - per sollevare nuvole di propaganda, per creare effetti placebo alla paura e alle emergenze sociali, in modo da guadagnare ancor più consenso all'eversione.
FRANCESCO MERLO

Nessuno mi può giudicare

di bluguevara57 (19/06/2008 - 16:10)

 

Il blog pubblica la lettera ufficiale, inviata da Berlusconi al suo portalettere Schifani che fa lettura di  un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale sottolineando che i processi che lo riguardano non sono né urgenti, né destano alcun allarme sociale.
Io credo come tanti italiani, che sia un'altro colpo di mano del Berlusca. Ancora una volta assistiamo ad una politica ad personam

I politici italiani sono i meglio pagati ed i meno istruiti.

di bluguevara57 (30/05/2008 - 00:17)

 I politici italiani sono i meglio pagati ed i meno istruiti. Hanno scoperto l’acqua calda? Vero, ma stavolta sono professori e scienziati ad avere messo nero su bianco…I politici italiani sono i meglio pagati ed i meno istruiti. A comunicarlo non sono i grillini né i piazzisti dell’antipolitica, populisti e nostalgici del duce, ma ricercatori, persone istruite che si fidano solo dei numeri ed esaminano informazioni oggettive.

Allora stanno davvero così le cose? Avrebbero dovuto prepararci a questa notizia, il lutto va elaborato. Essere colti di sorpresa può far male.
Va bene, hanno scoperto l’acqua calda, però dobbiamo essere grati a coloro che hanno svolto una accurata ricerca e messo nero su bianco sui politici strapagati e piuttosto ignoranti.
Il dato più rilevante è questo: nel corso degli anni è cresciuto il reddito dei politici ma è diminuito il loro tasso d’istruzione.
“La Casta peggiora, ma ha le tasche sempre più piene”, riassume La Syampa di Torino, che ha riportato doverosamente in prima pagina con taglio centrale, i risultati dell’indagine, facendone oggetto di riflessione. “In sessant’anni, si legge sul quotidiano torinese, i nostri parlamentari sono diventati sempre meno preparati, istruiti e impegnati, ma non per questo più poveri. Il loro calo di qualità è stato inversamente proporzionale al loro reddito, che è invece cresciuto di oltre il 10% l’anno. Contro l’1,5%, ad esempio, dei loro colleghi Usa, rispetto ai quali guadagnano abbondantemente di più”. La Stampa raccoglie i dati più significativi dello studio: “Gli italiani sono gli onorevoli più pagati dell’Occidente: una busta di oltre 144 mila euro (più spese), contro gli 84.108 di un loro collega tedesco, gli 81.600 di un inglese, i 62.779 di un francese, i 35.051 di uno spagnolo e i 7.369 di un polacco, fanalino di coda delle indennità parlamentari in Europa”.
Perciò, osserva l’estensore dell’articolo, “Entrare in Parlamento è un affare”.

La ricerca spiega le ragioni: “Il neoeletto vede il suo reddito lievitare del 77% già nel primo anno di attività (rispetto all’anno precedente). E da questo momento in poi, può dormire tranquillo. Il suo reddito lordo dal 1948 al 2006 ha avuto un tasso di crescita medio annuo del 10% (l’indennità è agganciata alla retribuzione dei magistrati, che è saltata verso l’alto); dal 1985 al 2004 il suo reddito reale annuale è aumentato di 5-8 volte rispetto a quello di un operaio, di 3,8-6 rispetto a un impiegato, di 3-4 volte più d’un dirigente. Dalla fine degli Anni Novanta, inoltre, il 25% dei deputati guadagna un reddito extraparlamentare superiore a quello della maggioranza dei dirigenti.

“Un onorevole italiano mette in tasca un’indennità che, nel 2006, era superiore di 35 mila euro rispetto a quella dei suoi colleghi Usa. Eppure, nel 1948, i membri del Congresso degli Stati Uniti guadagnavano molto di più rispetto ai nostri. Il gap è stato colmato nel 1994: da allora, ci fanno un baffo. La spiegazione? Oltre al lievitare dell’indennità, anche la possibilità di cumulare a quest’ultima altri redditi (ma solo per i privati), che agli onorevoli statunitensi è negata. «E’ giusto che il cumulo venga eliminato», ha detto l’ex ministro dell’Interno, Giuliano Amato, per il quale è «inaccettabile» fare il parlamentare come scelta strumentale per rendere più redditizio il lavoro esterno”.

PROBLEMA RIFIUTI E NON SOLO... CHI CONTINUA A SBAGLIARE NON PAGA MAI.

di bluguevara57 (26/05/2008 - 12:47)

IL PROBLEMA DEI RIFIUTI IN CAMPANIA ALTRO NON E' CHE UNO DEI TANTI PROBLEMI IRRISOLTI,E' LA MICCIA CHE FARA' ESPLODERE LA RABBIA DEI CITTADINI NAPOLETANI PER TUTTA UNA SERIE DI QUESTIONI VECCHIE E NUOVE CHE I NOSTRI AMMINISTRATORI NON HANNO SAPUTO AFFRONTARE ED A CUI NON SANNO DARE UNA RISPOSTA, VEDI LEGALITA', SICUREZZA, CAOS, DEGRADO SOCIALE E CULTURALE DEL TERRITORIO.
IN CONDIZIONI DI ESTREMO DISAGIO LA PROTESTA DELLA GENTE COMUNE E DELLA SOCIETA' CIVILE SI FA SEMPRE PIU' FORTE PERCHE' E' STANCA DI ESSERE MORTIFICATA DA UNA CLASSE POLITICA CHE AMMINISTRA IL POTERE  CON MODI IRRESPONSABILI PREOCCUPANDOSI DI OCCUPARE POLTRONE E DISTRIBUIRE INCARICHI E CONSULENZE MILIONARIE AD INTELLETTUALI DI TURNO E AD AMICI COMPIACENTI, METTENDO IN QUESTO MODO, IN GINOCCHIO UNA REGIONE AFFOSSANDOLA SOTTO CUMULI DI MONNEZZA.
BASSOLINO E IERVOLINO RESPONSABILI DI QUESTO DISASTRO AMBIENTALE E DI IMMAGINE DOVREBBERO AVERE LA COMPIACENZA DI LASCIARE GLI INCARICHI ISTITUZIONALI DANDO LE PROPRIE DIMISSIONI, DIMISSIONI TRA L'ALTRO CHIESTE PROPRIO DA QUEL POPOLO CHE PER QUINDICI ANNI HA POSTO FIDUCIA NEL LORO OPERATO.
QUANDO IL POPOLO NAPOLETANO POTRA' RIMBOCCARSI LE MANICHE E RECUPERARE IL TEMPO PERDUTO? QUANDO POTREMO RICOMINCIARE A RESPIRARE UN'ARIA PIU' PULITA E SALUTARE?

un dovere, un'urgenza

di bluguevara57 (25/05/2008 - 22:16)

 

"Così ho visto i poliziotti scatenati picchiare donne e persone anziane"

di bluguevara57 (24/05/2008 - 15:52)

LA TESTIMONIANZA  DELLA PROFESSORESSA ELISA DI GUIDA, DOCENTE DI STORIA E FILOSOFIA IN UN LICEO  NAPOLETANO, SUGLI SCONTRI DI IERI SERA A CHIAIANO DOVE LA GENTE PROTESTA PER EVITARE L'APERTURA DI UNA DISCARICA IN ZONA.


Ecco il racconto della professoeressa Di Guida

"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".

"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".

"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".


Elisa Di Guida
(docente di Storia e Filosofia - Napoli)

 

SCONTRO IN TV TRA MARCO TRAVAGLIO CASTELLI E TOSI

di bluguevara57 (19/05/2008 - 23:10)

 

POLITICA E TV
A ONOR DELLA VERITA' IL DUELLO TELEVISIVO TRA MARCO TRAVAGLIO E I LEGHISTI TOSI E CASTELLI, E' STATO MOLTO GRADEVOLE,SE NE SONO DETTI DI TUTTI I COLORI ACCUSANDOSI A VICENDA...COMUNQUE MARCO VAI AVANTI COSI METTILI DI FRONTE ALLE LORO RESPONSABILITA' E CONTINUA CON LE TUE GRANDI INCHIESTE A METTERE A CONOSCENZA LA GENTE COMUNE DELLE MALEFATTE DEI NOSTRI POLITICI.
GUARDATE  E GODETEVI QUESTO STRALCIO TRATTO DA ANNO ZERO

La Biospesa Si Fa Online!

di bluguevara57 (02/05/2008 - 23:39)



Frutta e verdura sempre più care, di bassa qualità e di dubbia provenienza
: questo è il panorama che sempre più frequentemente appare al consumatore di oggi. Il desiderio di acquistare prodotti agricoli di qualità ad un giusto prezzo è tra i più sentiti dalle famiglie italiane ma le catene della grande distribuzione spesso sembrano sorde a queste richieste. Sull’altra sponda allevatori e contadini, sempre più insoddisfatti dei guadagni ottenuti dalla vendita dei loro prodotti attraverso i canali tradizionali, cominciano a riunirsi e a creare nuovi metodi  di distribuzione dei loro prodotti per cercare di far rinascere alimenti di qualità superiore.
 
E’ recente, nel 2007, la nascita dei “farmer market” mercati destinati alla vendita diretta dei prodotti della campagna da parte degli stessi imprenditori agricoli. Sono già ottanta i comuni in Italia che hanno la presenza, nel loro territorio, di uno di questi mercati rionali che vendono i prodotti direttamente senza utilizzare altri intermediari. In questi centri è possibile acquistare oltre alla frutta e alla verdura anche olio, vino, miele, salumi e marmellate. L’attività di vendita può essere giornaliera, settimanale o mensile, in base alle esigenze locali e alla stagionalità. Entrando nel sito  http://www.farmersmarket.it/index.htm è possibile conoscere il farmer market più vicino a casa, potrai così risparmiare fino al 30% sul prezzo di acquisto dei supermercati tradizionali.
 
Iscrivendosi al sito http://www.campagnamica.it/fondazione_campagna_amica.asp potrai sostenere, valorizzare e appoggiare una rete di coltivatori che ha l’intento di valorizzare i prodotti agricoli del territorio nel rispetto della natura e dell’ambiente. Qui vengono incentivate la qualità e l’origine di ciò che viene prodotto incrementando la cultura dei consumi legati alla produzione spontanea delle campagne circostanti: una sorta di cultura alimentare che passando dal cibo, alla produzione, ai prezzi, educa anche al rispetto ambientale. Gli associati potranno ottenere anche informazioni sulle agevolazioni per l’acquisto di prodotti agroalimentari nei mercati gestiti direttamente dai coltivatori: la Coldiretti.
 
Il tuo sogno è possedere un piccolo appezzamento di terreno o allevare un animale da cortile? Attraverso il sito www.e-breeding.com o www.e-growing.com potrai “adottare a distanza” un uliveto o un maialino e con la stessa cifra con la quale compreresti i prodotti nella grande distribuzione, potrai avere direttamente a casa tua il “tuo” olio o il “tuo” salame. Nei progetti di adozioni bio-alimentari si divulga l'alta qualità alimentare italiana e la cultura del cibo, con la scelta etica dell'impatto zero (minor impatto inquinante sugli spostamenti degli alimenti) che solo l'agricoltura biologica garantisce negli allevamenti bradi e nelle coltivazioni. Il consumatore davanti al proprio computer fa entrare a casa sua le coltivazioni locali e gli allevamenti autoctoni: antiche carni suine, mieli territoriali, l'olio di oliva di qualità.
 
Il più grande archivio di produttori e consorzi dedicato ai prodotti di qualità DOP e regionali, http://www.prodottitipici.com/, presenta le specialità agroalimentari suddivise nelle diverse regioni italiane. Nel portale ci sono inoltre sezioni dedicate a notizie sulle fiere e sui produttori. Attraverso il sito è possibile provvedere all’acquisto dei prodotti nella sezione denominata “E – commerce” o organizzare una vacanza in un agriturismo all’insegna della natura


                                                                                                 
REDAZIONE DONNA D

MORTI BIANCHE SEI VITTIME IN UN GIORNO

di bluguevara57 (23/04/2008 - 13:33)

TRAGICA GIORNATA QUELLA DI IERI DOVE HANNO PERSO LA VITA SEI OPERAI IN SEI DISTINTI INCIDENTI SUL LAVORO CHE SI AGGIUNGONO ALLA LUNGA LISTA DELLE MORTI BIANCHE. TRA QUESTI ANCHE UN CROATO ED UN GIOVANE ALBANESE AL SUO PRIMO GIORNO DI LAVORO.
NON C'E' ALCUN COMMENTO DA FARE SE NON QUELLO DI DARE VALORE ALLE FRASI DELLA VIGNETTA SOPRAESPOSTA